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La Regina Del Fiume
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Autore:  Tristan [ ven nov 02, 2007 12:18 pm ]
Oggetto del messaggio:  La Regina Del Fiume

Un uomo alto e ammantato di nero volge il volto, rigato dalla pioggia, in alto verso il cielo plumbeo e tonante. Sorride appena e con fare calmo e disinteressato porta un ampio cappuccio di velluto nero a coprirgli il capo ormai fradicio per la pioggia. Indossa un’armatura in ferro finemente lavorata e adornata da alcune iscrizioni particolari sul bavero dove vi sono due spille d’argento a cui e’ appeso un pesante mantello di velluto nero che ricade dietro le spalle dell’uomo. Un’elsa dorata spunta da sotto il mantello, un’elsa ricurva e con alla sue estremita’ una piccola pietra di un verde cangiante.
Alla cintura vi sono appese alcune tasche di un cuoio invecchiato e leggermente logoro, disposte in maniera molto ordinata. Su di un lato vi e’ una sottile spada la cui lama, sottile e sicuramente affilata, e’ celata dal proprio fodero in pelle di serpente nera e verde.
L’uomo si guada alla sua destra dove una donna dalla pelle squamosa e’ intenta a trafficare con dei giovani avventurieri, nel tentativo di spillargli oro in cambio dei suoi servigi. Un sorriso si dipinge sulle labbra umide dell’uomo che senza volerlo ritorna con la mente al giorno in cui approfitto’ dell’abilita’ di quella “donna” per decorare alcuni oggetti particolari.

“ prima o poi ci passiamo tutti quanti…..” sorrise tra se e se .

Cosi’ volse il guardo verso la strada che fangosa e scivolosa proseguiva dritta fino al cimitero, incamminandosi con lungi passi accompagnati dal pesticcio del fango viscido che gli si attaccava sotto i suoi stivali di cuoio scuri adornati da un ampia protezione per il ginocchio di ferro battuto nero. Il suo passo era estremamente calmo e il suo volto scrutava l’orizzonte ammirando e annusando i profumi della campagna immersa nella pioggia quando una grande tenda in riva al fiume crespo e piatto attiro’ la sua attenzione.
Era una tenda da campo grande abbastanza per tre o forse quattro persone ma osservando con piu’ attenzione tra la nebbia che si alzava dal terreno che ribolliva per la pioggia e la pioggia stessa, noto’ che una parte di essa era ancora da issare e che una figura vestita di nero stesse tentando in vano di drizzarla.
Cosi’ devio’ il suo cammino per andare a curiosare gli intenti di quella figura approfittando di passare tra l’erba completamente bagnata pulendosi gli stivali ora appesantiti per la fanghiglia che vi si era appiccicata alle suole.

“ Dafne ? “

“ oh….Tristan….che il cielo sia Lodato!!! Aiutami ti prego ! “

“ ma……volevi montarla da sola ???? “ l’uomo si affretto’ ad aiutare la ragazza tirando su un grosso palo che serviva come sostegno per una delle travi interne.

“ beh….l’ho trovata qui….era tutta smontata come se qualcuno l’avesse buttata via….e allora….” Le guance della ragazza divennero di un rosa acceso ma Tristan non capi’ se era per la fatica o se per qualche altro motivo.

“ non ho parole…queste tende di solito si montano in due o in tre uomini….non una donna e per giunta sola! “

“ beh???? Che ti credi sono gia’ un bel pezzo avanti non vedi….? “

“ si Dafne….si’….peccato che la trave di mezzo l’hai messa al posto di quella sul fondo….” Il ragazzo nascose, nemmeno poi tanto un sorriso mettendo una mano alla bocca “ e’ tutta da rifare….”

“ ohhh nooo…..” sbuffo’ Dafne in preda allo sconforto lascindo cadere gli angoli del tendone che stringeva in mano e cadendo seduta nell’erba inzuppata dalla pioggia.

“ Beh ? che fai??? Gia’ ti arrendi ? “ la provoco’ Tristan mentre con forza faceva per smontare la tenda. “ pensavo volessi davvero vedere come si tira su questa tenda….e poi….tu vali per due uomini…” le ammicco facendole l’occhiolino. Cosi’ la ragazza si rimise in piedi e armata di nuova forza e di curiosita’ aiuto’ il giovane a smontare e rimontare la tenda.
La pioggia cadeva incessante ma i due parevano non accorgersene, lavoravano smontavano tiravano e piantavano quei lunghi picchetti che con l’aiuto di una grossa pietra si conficcavano nel terreno fradicio e fangoso come un coltello caldo nel burro.
Dopo circa un’ora la tenda si reggeva in piedi da sola. Era molto grande e come aveva detto Tristan vi ci si poteva stare tranquillamente in quattro dentro. Aveva qualche toppa in robusta stoffa verde scuro che pareva respingere l’acqua che scorreva su di essa senza inzupparla minimamente. Era in buone condizioni e guardandola dall’interno si notava che era sorretta da due pali centrali smontabili, e da uno scheletro in flessibile legno di faggio. I tiranti erano piazzati interamente in modo da donare alla tenda qull’ampiezza necessaria per contenere piu’ persone, facendo posare i teli su di essi. Alla base ampi anelli fissavano il telo ai picchetti che tiravano le robuste corde di canapa. Nonostante fosse molto grossa, quando veniva smontata occupava si e no le dimensioni di uno zaino di medie/grandi dimensioni.

“ ahhhh….finalmente ! “ Tritan entro’ nella tenda ammirando e complimentandosi con Dafne e con se stessop per l’ottimo lavoro. “ almeno gli anni passati in accademia non sono proprio serviti a nulla non credi ? “ sorrise voltandosi verso dafne mentre con un mano si spettinava un po’ i capelli fradici per la pioggia .

“ accademia ? tu studi qui ??? “

“ qui??? “ stento’ una risata “ no…no non qui….studiavo a Nasyf…e’ una citta’ a nord di qui…molto lontana. Il mio villaggio dista poche ore da quella citta’.

“ ah….capisco….” arrossi’ leggermente.

“ mmm…vediamo un po’…..Ah….eccolo ! “ Tristan afferro’ una funicella e fece per tirarla. Dall’altro della tenda si apri’ una specie di finestrella dall’utilita’ sconosciuta.

“ ma cosi’ pivera’ dentro !!!! “ intervenne Dafne.

“ Sta’ tranquilla….e’ posta in modo che il fumo e i vapori vi escano, ma che l’acqua non entri….vedi ??....la c’e’ una specie di tesa che impedisce all’acqua di entrare….” Le indico’ l’apertura.

“ ohh ‘ vero…non l’avevo notata….ma scusa….perche’ l’hai aperta ?”

“ non vorrai restare cosi’ fradicia spero ??? dai….fammi vedere….mmm…..ecco..allora….uno due …e..tre….” Tristan estrasse alcune piccole assi di legno dal suo zaino e le poso’ a terra cercando di estirpare l’erba umida e formando una specie di nicchia dove poso’ le tavolette.
“Le ho comperate dal Ranger fuori dall’accademia…” sorrise mentre con abili tocchi faceva scintillare la pietra focaia “ mi ha detto….mmm….che e’ un legno particolare…..e che brucia per molto piu’ tempo prima di consumarsi del tutto….e’ molto comodo, sopratutti in giornate come queste…..e poi e’ leggero da trasportare……perche’…..” il fuoco si accese “ perche’ ne bastano pochi pezzi per accendere un fuocherello.” Allungo’ le mani riponendo acciarino e pietra focaia nel proprio zaino.

“ accidenti! Ne comprero’ qualcuna anche io…..” esclamo’ la ragazza che si affretto’ a posare una coperta accanto al fuoco e a sedervicisi sopra.

“ Tristan…..hem…..ti …..ti dispiace uscire una attimo ? “

“perche’….??? Che cosa c’e’ ? ! ? “ si volto’ come se un lupo famelico fosse entrato nella tenda….

“ niente Sciocco !!!! e’ solo che ….vorrei togliermi questa veste di dosso….ne ho una asciutta nella borsa. “ le guance chiare della giovane diventarono di un pallido rosa.

“ oh….hem…s…si’..certo……si affretto’ all’apertura della tenda uscendo e richiudendola alle sue spalle “

“ va bene VIENI……Ho Fatto ! “

Tristan fece per entrare quando una voce acuta e penetrante lo face voltare.

“ Salve !!!!! mmm….mmm…..tza tza tza…”

Tristan osservo’ la figura per qualche attimo attento. Era una donna sottile e dal volto scarno. Portava lunghi capelli color carota legati da un fermaglio posto dietro la nuca. Indossava una veste Scussa, quasi lacerata in cuoio scuro. Braccia e gambe erano scoperte come gran parte del seno vista l’ampia scollatura. Sulle sue spalle due fermagli d’ottone reggevano un mantello nero che le ricadeva dietro la schiena. La donna sorrise al ragazzo portando le mani alla sottile vita come se lo stesse studiando. L’occhio dell’uomo ricadde cosi’ alla cintura della donna dove vi erano legati due falcetti affilati e minuziosamente curati, al contrario di tutto il resto. ……Tristan penso’ per un istante che si trattava di una povera, lacera contadina che cercava aiuto…… Alcune tasche in cuoio parevano stracolme di chissa’ che cosa fino a scendere agli ampi stivali di pelle nera che le arrivavano fin sotto il ginocchio.

“ allora che co…..Lucifer ! “ Dafne usci’ dalla tenda incuriosita da quella voce e dal fatto che Tristan non stesse rientrando “ che cosa ci fai qui ? “

“ uhm…hum…..io ?....beh…questo e’ il mio fiume….zi zi…..quindi voi dovete pagarmi una tassa….” Tamburellando con il piede come fosse quasi impaziente. Tristan la fisso’ quasi allibito con uno sguardo che lasciava ad intendere che quella donna doveva essere certamente una povera pazza…..cosi’ mosso a compassione fece per estrarre l’oro.

“ io sono la Regina Del Fiume e voi….Mi Dovete Le Mie Monete!!!…” sorrise incalzando notando che Tristan stava per darle l’oro.

“ la Regina Del Fiume ??? “ la osservo’ Tristan infastidito per l’arroganza di quella donna. “ e se non ve le dessi ???? “ chiese sorridendo mentre Dafne osservava i due senza intervenire.

“ uhm….beh…affari vostri…zi…zi….! “ la donna porto’ le mani ai due falcetti sfiorandoli appena.

“ fate attenzione a non tagliarvi “ sorrise Tristan facendo scivolare la mano alla cintura. “ a giocare con i coltelli ci si puo’ far male….”

“ e’ una minaccia ??? “ domando’ Lucifer assottigliando lo sguardo.

“ un consiglio direi. “ sorrise beffardo Tristan.

“ Sto’ aspettando il Mio Oro….!!!! “

Tristan poso’ la mano al manto gocciolante per la pioggia “ mmmm….avete Detto che siete la Regina Del Fiume giusto ? e che il fiume e le sue sponde vi appartengono….no ?....”

“ tum..tum…tum…tum….Zi Zi…..La Regina Del Fiume…e tutto qui mi appartiene….”

“ ohhhhh…benissimo, perdonatemi Regina Del…Fiume, non avevo bene inteso. Lungi da me dal mancare di rispetto ad una persona importante come voi…ecco..tenete…tenete le vostre monete. Venti Giusto ?....”

“ zi zi….dieci a testa….Venti. “ tese la mano per prendere l’oro.

“ ecco a voi…..” Tristan prese l’oro e fece per porgerlo alla donna ma inaspettatamente si volto’ verso il fiume e getto’ l’oro nel mezzo all’acqua.

“ MA SIETE PAZZO ???? “ incalzo’ la donna facendo alcuni passi prima di raggiungere la sponda e fermarsi.

“ no…affatto….Pensavo che Dato che siete la Regina Del Fiume…non vi costera’ niente ordinare ai Vostri sudditi Pesci o Anfibi di riportarvi quell’oro…..” Alzo’ le spalle “ in ogni caso potete sempre farvi un bel bagno….e provare a cercarle sul fondo del fiume……!!! “ le rispose ridacchiando beffardo per l’espressione di odio e sconforto nel volto di quella sciocca mentre le risatine strozzate di Dafne gli davano adito ad infierire anche se non era suo modo.

“ Tu…..stupido….guardati le spalle d’ora in poi….! “ incalzo la donna avvicinandosi verso l’uomo portando le mani ai falcetti ed osservandolo con occhi carichi di rabbia per l'affronto subito.

“ fate attenzione signora…..anche se siete una donna……odio i prepotenti come voi….e non avro’ riguardo alcuno nei vostri confronti. “ l’uomo la fisso’ serio e con i nervi tesi pronti a scattare.

“ state attento….” Ringhio’ la donna “ ho un’ottima memoria “ si fermo’ e fece per voltarsi e andarsene.

“ hm….poco male ….anche i cani ne l’hanno. “ osservo’ la donna andarsene sbattendo i piedi come una bambina a cui era non stata comperata una caramelle. Dafne scoppio’ a ridere mentre Tristan sconcertato scuoteva il capo e ridacchiava per quella mezzora si incredibile follia.

“ ma tu quella la conosci ??? “

“ beh….ehm….s…si! “

“ Dio! Ma….c’e’ o ci fa?? “

“ non lo so ….. Ma…Tristan…..Sei stato Grande! “

“ uhm ? “

“ si’…hem…cioe’….erano mesi che non mi divertivo cosi’…” la ragazza arrossi’ come un peperone….

“ oh…bene, felice di avervi fatta sorridere allora ! “ si esibi’ in un profondo inchino alzando poi lo sguardo per scoppiare entrambi in una risata.

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