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Appunti di una sacerdotessa |
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Scritto da Lilian
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Thursday 29 January 2009 |
...Affinchè
tali parole non muoiano laddove sono state pronunciate. Che questo
scritto possa segnare su carta, in modo indelebile, ciò che è stato
raccontato e sopravviva al trascorrere del tempo... *questi
i pensieri di Lilian, mentre si appresta a trascrivere ordinatamente le
conoscenze che che il Monaco le ha trasmesso, quella lunga nottata
trascorsa nella biblioteca dell'Accademia Arcana di Thermes*
"Dai racconti del monaco di Orak’zen – Appunti storici, risalenti all’epoca della guerra contro la Regina di Sangue.
...Affinchè
tali parole non muoiano laddove sono state pronunciate. Che questo
scritto possa segnare su carta, in modo indelebile, ciò che è stato
raccontato e sopravviva al trascorrere del tempo... *questi
i pensieri di Lilian, mentre si appresta a trascrivere ordinatamente le
conoscenze che che il Monaco le ha trasmesso, quella lunga nottata
trascorsa nella biblioteca dell'Accademia Arcana di Thermes*
"Dai racconti del monaco di Orak’zen – Appunti storici, risalenti all’epoca della guerra contro la Regina di Sangue.
La popolazione stremata gridava
aiuto, grida che giunsero ai Mercenari del Sud, stanziatisi a Senza
Patria, che, seppur mal giudicati dal sovrano di Barim, ormai
condizionato dall’influenza dei suoi consiglieri che segretamente
servivano Danath, decisero di liberare la città.
Furono loro, questa volta, ad assediare la cittadella con lo scopo di
portare via da lì la popolazione stremata, se il Re fosse rimasto fermo
sui suoi passi.
Durante la battaglia che ne seguì, sia il comandante dei mercenari
del Sud che Lady Kima scomparvero, e solo l’intervento dell’armata
nanica non impedì la sconfitta dei mercenari che, invece, liberarono la
città.
Purtroppo, però, il Re, preso nella morsa dei poteri che ormai
erano della figlia, non accettò alcun consiglio da parte dei veterani e
dei nani, ed anzi, li incriminò per alto tradimento.
I nani e i veterani si ritirarono ai senzapatria, ma organizzarono
insieme ad un gruppo di paladini delle fughe dalla città, riaprendo i
passaggi dei Drow usati nella Guerra delle Cittadelle, grazie anche al
supporto di un gruppo di elfi scuri, di cui però la storia non ha
lasciato molte notizie.
La sera dell’Assunzione, la città di Barim venne pervasa da una
nebbia magica che ne oscurò il cielo e fece sì che la gente non fosse
svegliata nel sonno…
I vampiri uscirono dal castello e dai suoi sotterranei, ormai completamente infestati, per banchettare e nutrirsi…
Si dice che quella sera la metà degli abitanti di Barim rimasta in
città perì; gli altri si salvarono grazie a quei paladini che avevano
reso possibile la fuga di molti innocenti.
Diverse vite furono salvate anche grazie ad un gruppo di
avventurieri che servendosi di particolari poteri magici, riuscirono ad
entrare a Barim durante quella notte infame, resistendo alla nebbia.
Molti bambini furono, inoltre, tratti in salvo grazie ad una maestra
eletta di Zurkul per merito dei poteri concessi dalla sua Dea. Il suo
nome, purtroppo, non è citato da nessuna parte.
Tutti questi profughi si rintanarono a Senzapatria, nelle Terre di
Nessuno, ma anche laggiù la pace non era di casa. Il villaggio fu
attaccato dalle forze umanoidi del Drago Nero, orchi per la maggior
parte. Oltre a quelle unità, un esercito Drow stava calando dalle
colline nere ed un portale magico si stava aprendo davanti al villaggio
per far sì che l’esercito di Non-morto di Barim si scagliasse contro i
viventi lì assediati…
Fu allora che il Destino si volse a sfavore di Danath, per la
prima volta: Lesloé Sted’Wa, la maga che molti avventurieri di Thermes
hanno conosciuto come “la creatrice del Ma’rifath”, attivò un
potentissimo sistema incantato che chiuse in una bolla magica tenuta
insieme da cinque sigilli la città di Barim, intrappolando dentro di
essa anche Ashantara e il suo esercito di non-morti.
Nello stesso momento, qualcosa che si dice abbia a che vedere con
il Fondatore di Midlar, mise Karlis, il Drago Nero, a dormire……
Si racconta che Silvermind, il Drago d’Argento, intervenne offrendo
una soluzione per fermare l’ascesa della Regina di Sangue: sacrificarsi
per far sì che il proprio sangue venisse da lei bevuto al posto di
quello del Drago Nero…Il tutto doveva avvenire durante il giorno sacro
a Tanath, il 15 del mese Newmonth, oppure durante il giorno antecedente
o posteriore.
Tuttavia, accadde qualcosa di apparentemente inspiegabile: coloro
che avrebbero dovuto compiere il sacrificio ed attingere al sangue del
Drago d’Argento non giunsero mai al suo cospetto durante i tre giorni
prestabiliti.
Silvermind attese invano…
In realtà gli avventurieri partirono…
Si recarono nelle paludi, dove un gruppo di Drow, con il supporto di abominevoli Troll, li assalì…
Gli avventurieri combatterono per due giorni…Al terzo giorno, inviarono
tre esponenti del drago, facendoli sgattaiolare via, dietro le fila
nemiche.
Questi raggiunsero Silvermind…Il Drago si dissanguò…arrivò all’orlo del collasso.
Mentre il suo cuore si fermava, consegnò il suo sangue ai tre avventurieri, ed essi si diressero verso Barim…
Purtroppo, però, tra loro era presente un mago traditore che
condannò i suoi due compagni a morte, facendo loro incontrare un Lich
lungo il tragitto verso Barim…
Compiutosi il massacro a tradimento, questo mago si impadronì del
sangue di Silvermind e sparì…Di lui non si ebbe più notizia alcuna…
Tarash, che assistette alla scena del nobile gesto del Drago
d’Argento e al successivo vanificarsi del suo sacrificio, decise, per
giustizia, di restituire la vita al valoroso Drago che volò via,
lasciando una scia d’argento in cielo…
Il Fondatore, vedendo la scia, comprese il messaggio che da essa
derivava e sentì che in essa era racchiusa la volontà della sua Dea…
Egli ebbe tre notti e tre giorni di visioni…
Attese nei dintorni di Barim; radunò a sé i suoi amici più fidati:
il suo unico paladino, Nemesys, il druido di Ishatara, due mezz’orchi,
dei monaci dell’ordine dei Cinque Cerchi e una maga elfo che era
divenuta sua consorte…
Guidato dalle sue visioni, diede inizio ad una ricerca che lo
portò a scoprire un antico manufatto: un braciere sorretto da tre
lance, molto antico, sul quale erano incise delle scritte nel
linguaggio degli elfi scuri.
Il gruppo entrò nella cittadella Drow di nascosto, con l’aiuto di
alcuni “interni”, consegnò ad essi il braciere, i drow lo accesero
nelle stanze più buie e recondite della cittadella e la sua luce guidò
il suo vero padrone, Voldren, attraverso le maglie del mantello di
Shakarra.
Il Dio della Vendetta dei Drow, alleato per una volta della sua
più acerrima nemica, Kololth, riprese il suo popolo, strappandolo dalle
grifie dell’allora Danath, colui che aveva portato via i Drow ai loro
dèi.
Dopo aver rinvenuto il manufatto, il gruppo si recò nuovamente a Barim.
Qui giunse durante il combattimento tra i Cavalieri Oscuri, i nani
e i Mercenari del Sud…Fu proprio questo gruppo a sottrarre la morente
Kima e il suo amante da Barim, conducendoli in salvo verso le montagne
dell’Est, seguendo la scia argentea di Silvermind…
Questa scia condusse il gruppo in avventure numerose e diverse, fino al ritrovamento sui picchi innevati di un antico mausoleo…
Quest’ultimo era pericoloso, infestato da presenze oscure non ben definite; c’è chi dice fossero demoni, chi altro ancora…
Ripulendo questo mausoleo, il gruppo rinvenì un oggetto che, a
detta dei partecipanti alla spedizione, ad ognuno pareva rappresentare
un diverso manufatto, originario della propria razza; e neppure coloro
che appartenevano alla medesima razza riuscivano a vederlo allo stesso
modo…
Il Fondatore cita:
”era bello e mutevole, nessuno lo poteva
vedere come io lo vedevo, in tutti i suoi aspetti assieme e allo stesso
tempo separati… esso era sangue e carne, gioia e dolore, passione e
noia…esso rappresentava la vastità che è racchiusa nella diversità che
è rappresentata dalla vita”
…Si dice che quel manufatto fosse toccato da molti Dèi…per questo Midlar è la città Santa…
In quelle parole si legge la Luce di Tanath, la Benevolenza di Ishatara, ma molto e molto altro…
Il gruppo scese nelle cripte del mausoleo, dove una porta si aprì,
rivelando una grotta di ghiaccio e argento…la tana di Silvermind… Qui,
gli avventurieri gettarono il manufatto in una polla al centro della
grotta, laddove l’acqua non era ghiaccio…
…perché questo era il volere degli Dèi…
La grotta divenne pesante…scricchiolò e tremò, ed il Drago
d’Argento, mostrandosi nella sua possanza, dispiegò le ali per
sostenerla.
Quando il gruppo uscì all’aperto, il mausoleo aveva perso i segni
del tempo, e una cinta muraria racchiudeva quello che sarebbe diventato
il suolo di Midlar…
Questa è la conclusione della prima parte della storia sulla guerra della Regina di Sangue, sul mondo dei mortali…
…Si entra ora nell’Età del Buio…
Poco si conosce di questo periodo in cui i vivi combattono con i morti che escono dalla terra…
L’inverno gelido imperversa, insieme alla follia, e nessun libro
viene scritto. La Biblioteca di Tirmira venne distrutta, insieme a
molto altro di quest’epoca…
I primi libri verranno redatti nuovamente, ed in segreto, all’inizio di quella che verrà chiamata “l’Era delle Ombre”
Lilian Cailynn,
Priore di Tanath
1315 d.I. Anno della Rosa Appassita |
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